
francesca bertini aggrappata alla tenda
fra 6 giorni parto per una ridente località marittima, dove imparerò a non avvelenare pardon, cucinare il pesce come uno chef poisson che si rispetti.
prepararmi a questa partenza è la parte peggiore: non sono brava a fare lo slalom fra le cose che possono essere tralasciate ma che sono tanto piacevoli e gli impegni improrogabili, sopratutto quando questi ultimi mi portano fuori casa a metà di un repulisti di lana-carta-riviste-diari.
può succedere che in mezzo a questo caos, sopratutto se fuori è una bella giornata di sole, Ugo decida di dedicarsi alla caccia alle lucertole, con la speranza che i piccoli trofei distolgano la mia attenzione dal casino tutto intorno e gli facciano guadagnare una carezza e una crocchetta.
sbagliato.
è statisticamente provato dalla quantità di mummie rinsecchite di lucertola che in queste situazioni, appoggiare il trofeo sanguinolento ma ancora vivo sul pavimento può significare perdere sia il trofeo che la crocchetta (la carezza invece non è mai in discussione).
qualche lucertola particolarmente avida di vita può decidere di soggiornare in casa, aggrappata ad una tenda, per più e più giorni fino a quando qualcuno non si accorga della sua presenza (e ricordi di aver già visto quella lucertola da qualche parte…ma non precisamente dove!) e la spazzi sul balcone, dove un Ugo meno distratto ma anche più indifferente al dove e come ci si è già incontrati, decida di soffocare l’ultimo fremito di vita del quasi-trofeo, proprio nel momento in cui la poveretta pensava finalmente che il peggio fosse passato.
a me piace ricordarla così, aggrappata alla tenda come francesca bertini.
Ugo invece dopo il sanguinolento aperitivo, si dedica ad un’attività… curiosa: leccare la sedia.

ugo lecca la sedia

qui si vede meglio che ugo lecca la sedia
all’elenco degli impegni improrogabili devo aggiungere lo psicologo comportamentale per il gatto?




