Antonia


riordinare, tricottare, riordinare, cucinare, riordinare…
maggio 29, 2010, 2:53 pm
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so che devo mettere ordine quando i pensieri mi rimbalzano da una parte all’altra della zucca senza volersi fermare da nessuna parte: sono distratti dal casino che c’è intorno.

in effetti di casino in questo ultimo mese ne ho accumulato parecchio. se parto, ovunque vada, torno con una borsa in più. volendo sorvolare sulle dimensioni di quella borsa (pietà! ho già abbastanza sensi di colpa), il contenuto finirà sparpagliato su divano, letto, scrivanie, bagno entro poche ore. se poi torno a casa con un malanno, potrebbe rimanere esattamente dove l’ho appoggiato al mio ritorno per giorni. settimane. fino ad oggi. per esempio.

a questo giro, però, di borse ne ho portate a casa ben più di una. ho l’influenza e sta vincendo lei. DEVO riordinare e mi sento come Pollicino nel paese dei Giganti. ovunque posi lo sguardo, c’è un gomitolo, un progetto in corso, una pezza di tessuto, una maglietta o un pantalone da aggiustare… insomma… di tutto dappertutto.

per placare la coscienza, il senso di colpa e anche il gatto (che si guarda intorno alla ricerca di una sedia vuota e non la trova) pubblicherei qui i diritti delle Laniste quasi anonime, riproponendomi di impararli a memoria per poterli citare a voce alta (ma non troppo, ‘chè  mi do’ fastidio da sola) ogni qualvolta questi tre mi si presentino, davanti al naso o nello specchio, mettendoli a tacere. almeno per un po’.

se esistesse un decalogo dei diritti della cuoca pasticciona, della wannabe crafter, della lurker in cerca di ispirazione, pubblicherei anche quelli. magari prima o poi, se non li trovo, li scrivo io…

I diritti delle Laniste quasi Anonime.

1. Il diritto di avere la casa piena di lana.
2. Il diritto di dire che non comprerai più lana.
3. Il diritto di comprare ancora lana, tanta lana, anche si ha la cantina piena.
4. Il diritto di finire il giro, e poi quello dopo, e quello dopo ancora.
5. Il diritto di guardare i maglioni e i cappelli delle ragazze in coda al supermercato per capire se è fatto a mano, che pattern è, se c’è su ravelry, se è free.
6. Il diritto di scaricare ancora pattern. La nostra è una bulimia atipica. Non combattiamola
7. Il diritto di cominciare mille lavori insieme.
8. Il diritto di comprare ferri online dall’america.
9. Il diritto di partire con una valigia in più. Sia mai che là dove andiamo ci sia un negozio che vende un filato introvabile in Italia.
10. Il diritto di pianificare il viaggio in base ai negozi di filati.
11. Il diritto di occupare il divano per sferruzzare.
12. Il diritto di comprare un’altra rivista di maglia.
14. Il diritto di farsi fotografare con le proprie creazioni. ora.
15. Il diritto di stare su Ravelry per delle ore.

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gli uccelli migratori…
maggio 25, 2010, 11:35 pm
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a volte per riuscire a vedere il bello nelle cose che mi stanno intorno, ho bisogno di migrare.



un proliferare di pizzi e frilli
aprile 29, 2010, 1:08 pm
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canottina con pizzo
io che quando leggo troppo miele ho gli attacchi di acetone, da quando ho imparato come si fa non posso smettere di inserire profili in pizzo ovunque.

t-shirt tezenis

(c’è da chiedersi per quanto tempo riuscirò a trattenermi dal donare a ugo un bellissimo collarino tutto froufrou. c’è da chiederselo e spararmi prima che.)



ugo e la primavera in ritardo
aprile 27, 2010, 8:55 pm
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dopo mesi passati fra cuscino e divano e letto, al primo accenno di sole e tepore ugo si è riappropriato del giardino e di tutte le sue cucce dehor predilette, riducendo i momenti casalinghi al pranzo e alla cena (ah-ah!) e all’occasionale riporto di lucertole (lucertole… grazie al tardivo risveglio dell’istinto cacciatore hanno assunto le dimensioni di cuccioli di varano!). il fatto poi che un supertemporalone abbia inzuppato tutto, proprio tutto, i solchi del giardino, le piante, i panni stesi fuori da me medesima e lì dimenticati sempre da me medesima, non ha minimamente scalfito il suo sentimento “primaverile”. qui lo potete osservare mentre si rotola sulla scala prima della pioggia.

ugo perplesso

e qui oggi pomeriggio.dopo la fine del temporale.

ugo divanoso

(e ugo freddoloso casalinguo è uno dei pochi motivi per cui ad una giornata di sole posso preferire un temporale…)



mhmmm… buoni questi pluffins!
aprile 27, 2010, 12:10 am
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qualche mese fa, rovistando fra il pentolame collezionato dalle donne di casa, non ho trovato una pentola che amavo moltissimo quando avevo 15 anni. era una pentola buffa, praticamente un macaron di metallo a chiusura perfetta, con una teglia al posto della farcia, e ci cuocevamo dentro i primi esperimenti di pizza e di torte diverse dalla Torta di Mele* che, va detto, venivano MAGNIFICI!

qualche settimana fa, non so come e non so perchè, su un forum di cucina, ho avuto l’illuminazione: la suddetta pentola buffa è in realtà un più o meno diretto discendente di una pentola piuttosto in voga anni e anni fa, il fornetto Versilia!

il fornetto Versiliaora… potevo io farmi scappare l’opportunità di comprare il papà della mia pentola preferita? ma naturalmente no! e infatti qui lo potete ammirare sulla mia cucina a gas (anche lei originaria pressappoco di quegli anni lì). non è carino? non vi ricorda lontanamente il casco di un palombaro? ebbene…

per decidermi a comprarlo è bastato un minuto, per imparare ad usarlo invece, mi sono letta pagine e pagine di forum dedicate perchè ora, con tutta la passione e buona volontà che ci posso mettere (e ci metto…) io sono la regina dei pastrocchi, dei paciughi, degli impiastri, dei chiamateli come volete quei robi che tutti riescono a fare ad occhi chiusi già dalla prima volta e io invece NO.

conoscendo questa attitudine a scazzare le cose facili (che però è ottimamente controbilanciata dalla capacità – invece – di tentare con scarso entusiasmo cose più complesse, tanto per menar le mani, e riuscirci ottimamente, al primo tentativo per effetto di quello che si chiama il culo del principiante), prima di bruciare tutto, ho pensato bene di leggermi ATTENTAMENTE tutti i post dedicati ai tentativi falliti con la suddetta pentola (per annotare tutto quello che assolutamente non avrei dovuto tentare di fare, sì) e poi i post dedicati alle ricette (per capire un po’ come calibrare i tempi di cottura e queste robette qui).

tutto questo lavorone preparatorio faticosissimo non mi ha comunque impedito di squittire di gioia quando, al primo tentativo di utilizzo serio, la preparazione dei Pluffins**, ho estratto questo:

ciao, sono un pluffin! e sono  venuto beeeenissimo!

(questo è uno, ne ho estratti 6 + uno straripamento inconsueto, ma questo è quello più fotogenico)

che oltre ad essere fighissimo è de-li-zio-so. oltre ad essere il mio primo mini-dolce senza glutine lievitato che non lega la bocca appena sfornato per trasformarsi in sabbia nell’arco di poche ore (sono passati due giorni dalla cottura e i sopravvissuti sono ancora morbidi e umidi come il primo giorno).

<3


* La Torta di Mele è un po’ l’equivalente di una canzone di Frank Sinatra per il cantante medio americano: chiunque prima o poi deve “interpretarla”. qui a casa, ci misuriamo con la Torta di Mele da così tanto tempo e con tanto impegno che viene praticamente perfetta. peccato che, avendola mangiata almeno una volta alla settimana per tutta la vita, mi stucchi anche solo il pensiero, della Torta di Mele. ancorchè perfetta. però ehi, sempre Torta di Mele…


** i pluffins… non avete capito cosa sono i pluffins? daaaai… (vabbeh, ve lo spiego un’altra volta… buonanotte!)



primavera (dentro e fuori)
aprile 26, 2010, 1:19 am
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violette che si fanno i fatti loro sulla porta della mia cantina

da quando ho scoperto questo gioco,  ogni pretesto è buono per fare nuove foto ed elaborarle come se non ci fosse un domani (un domani successivo agli anni ’70… chiaramente). del resto, se fare nuove foto significa ricominciare a guardare le cose intorno a me (e smettere di inciampare o capovolgermi su qualsiasi cosa per distrazione aggravata dalla miopia), ben vengano le foto wannabe anni ’70. no?



consigli per gli acquisti
aprile 22, 2010, 3:56 pm
Filed under: 8762

quando uscì questo, lo comprai e lo lessi tutto d’un fiato (non riuscivo ad immaginare di andare a dormire senza sapere come finiva la storia).  poi – non sto a spiegare come e perchè – lessi in anteprima questo. inutile dire che anche in quell’occasione non mi permisi di interrompere la lettura nemmeno per mangiare…

finalmente è in libreria (e aggiungerei finalmente con una copertina degna – grazie Fanucci), e finalmente posso dire “oh, devi assolutamente leggere il nuovo romanzo della Paola Rondini perchè è veramente fighissimo!” senza fare figuracce.

*accattatevillo!*