Antonia


mhmmm… buoni questi pluffins!
aprile 27, 2010, 12:10 am
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qualche mese fa, rovistando fra il pentolame collezionato dalle donne di casa, non ho trovato una pentola che amavo moltissimo quando avevo 15 anni. era una pentola buffa, praticamente un macaron di metallo a chiusura perfetta, con una teglia al posto della farcia, e ci cuocevamo dentro i primi esperimenti di pizza e di torte diverse dalla Torta di Mele* che, va detto, venivano MAGNIFICI!

qualche settimana fa, non so come e non so perchè, su un forum di cucina, ho avuto l’illuminazione: la suddetta pentola buffa è in realtà un più o meno diretto discendente di una pentola piuttosto in voga anni e anni fa, il fornetto Versilia!

il fornetto Versiliaora… potevo io farmi scappare l’opportunità di comprare il papà della mia pentola preferita? ma naturalmente no! e infatti qui lo potete ammirare sulla mia cucina a gas (anche lei originaria pressappoco di quegli anni lì). non è carino? non vi ricorda lontanamente il casco di un palombaro? ebbene…

per decidermi a comprarlo è bastato un minuto, per imparare ad usarlo invece, mi sono letta pagine e pagine di forum dedicate perchè ora, con tutta la passione e buona volontà che ci posso mettere (e ci metto…) io sono la regina dei pastrocchi, dei paciughi, degli impiastri, dei chiamateli come volete quei robi che tutti riescono a fare ad occhi chiusi già dalla prima volta e io invece NO.

conoscendo questa attitudine a scazzare le cose facili (che però è ottimamente controbilanciata dalla capacità – invece – di tentare con scarso entusiasmo cose più complesse, tanto per menar le mani, e riuscirci ottimamente, al primo tentativo per effetto di quello che si chiama il culo del principiante), prima di bruciare tutto, ho pensato bene di leggermi ATTENTAMENTE tutti i post dedicati ai tentativi falliti con la suddetta pentola (per annotare tutto quello che assolutamente non avrei dovuto tentare di fare, sì) e poi i post dedicati alle ricette (per capire un po’ come calibrare i tempi di cottura e queste robette qui).

tutto questo lavorone preparatorio faticosissimo non mi ha comunque impedito di squittire di gioia quando, al primo tentativo di utilizzo serio, la preparazione dei Pluffins**, ho estratto questo:

ciao, sono un pluffin! e sono  venuto beeeenissimo!

(questo è uno, ne ho estratti 6 + uno straripamento inconsueto, ma questo è quello più fotogenico)

che oltre ad essere fighissimo è de-li-zio-so. oltre ad essere il mio primo mini-dolce senza glutine lievitato che non lega la bocca appena sfornato per trasformarsi in sabbia nell’arco di poche ore (sono passati due giorni dalla cottura e i sopravvissuti sono ancora morbidi e umidi come il primo giorno).

<3


* La Torta di Mele è un po’ l’equivalente di una canzone di Frank Sinatra per il cantante medio americano: chiunque prima o poi deve “interpretarla”. qui a casa, ci misuriamo con la Torta di Mele da così tanto tempo e con tanto impegno che viene praticamente perfetta. peccato che, avendola mangiata almeno una volta alla settimana per tutta la vita, mi stucchi anche solo il pensiero, della Torta di Mele. ancorchè perfetta. però ehi, sempre Torta di Mele…


** i pluffins… non avete capito cosa sono i pluffins? daaaai… (vabbeh, ve lo spiego un’altra volta… buonanotte!)

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